Psicoterapia di coppia, individuale e consulenze psicologiche

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Disturbi Psicosessuali

I Disturbi Psicosessuali sono:

 

I disturbi dell'identità sessuale (Transessualismo,disturbi dell'identità sessuale nella fanciulezza, disturbo atipico dell'identità sessuale).

Le parafilie (esibizionismo,feticismo,frotteurismo,pedofilia,masochismo sessuale,sadismo sessuale, ecc..)

 

Le disfunzioni sessuali sono:

 

A Disturbo del desiderio sessuale, può essere ipoattivo dove le fantasie sessuali e il desiderio di attività sessuali sono persistentemente carenti. Se c'è una persistente avversione o un evitamento di tutti o quasi tutti i contatti sessuali genitali con un partner sessuale, si parlerà di disturbo da avversione sessuale.

B Disturbo dell'eccitamento sessuale femminile: cioè l'impossibilità di mantenere la reazione di lubrificazione legata all'eccitamento sessuale fino al completamento dell'attività sessuale.

Disturbo maschile dell'erezione: cioè la ricorrente impossibilità per un maschio di raggiungere o mantenere l'erezione fino al completamento dell'attività sessuale.

C Disturbi dell'orgasmo sono principalmente tre:

Inibizione dell'orgasmo famminile, cioè il ricorrente ritardo oppure assenza dell'orgasmo femminile

Inibizione dell'orgasmo maschile, cioè il persistente ritardo o assenza dell'orgasmo in un maschio.

Eiaculazione precoce, cioè persistente eiaculazione a seguito di minima stimolazione sessuale.

D Disturbi da dolore sessuale:

La dispareunia, cioè persistente dolore genitale durante il rapporto sia in un maschio che in una femmina.

Vaginismo, il ricorrente spasmo involontario della muscolatura della vagina.

Disturbi D'Ansia

L'ansia e le sue sorelle: Angoscia,Panico,Terrore sono emozioni molto simili non sempre distinguibili, vengono chiamate emozioni di allarme.

Ci sono vissuti soggettivi di timore, dei cambiamenti fisiologici dell'organismo:

il cuore batte all'impazzata, il respiro si fà rapido, i muscoli sono tesi, ecc...Un' altra compenente della paura è il tentativo di fuga o evitamento della situazione minacciosa.

Esistono delle differenze individuali nella propensione a provare Ansia.

Non esistono disturbi in cui non compaia in una fase del suo decorso una componente ansiosa.

I disturbi d'ansia si suddividono in:

Fobia specifica: il fobico teme di sperimentare una paura insopportabile per lui ritenuta mortale e questa finisce per incastrarlo in un circolo vizioso senza via di uscita.

Fobia Sociale: la persona teme ed evita attivamente situazioni sociali in cui potrebbe mostrarsi inadeguato ed essere esposto al giudizio negativo degli altri(es. parlare in pubblico,con persone che non si conoscono,ecc.)

Disturbo Ossesivo Compulsivo: la persona mette in atto faticosamente strategie dette compulsioni per garantirsi inultimente che un certo evento non accada (es. controllare se la porta è chiusa tantissime volte, controllare se il gas è chiuso in modo eccessivo, lavarsi continuamente le mani, ecc..)

Disturbo d'Ansia Generalizzato: la preoccupazione si estende a macchia d'olio su tutto senza concentrarsi su un solo aspetto singolare(es. paura di andare in macchina, sull'autobus, sul treno, in aereo,andare nei supermercati, ecc..)

Disturbo d'Ansia da Separazione: l'evento temuto è il distacco dalla persona cara senza le quali ci si reputa assolutamente inadeguati e non in grado di affrontare l'esistenza, e si ha un'infinito bisogno di quella persona.

Disturbo post Traumatico da Stress: il soggetto rivive di continuo nella memoria e nei sogni un'esperienza traumatica particolarmente rilevante.

Agorafobia: paura di spazi ampi dove il soggetto si sente solo e smarrito.

Claustrofobia: paura dei luoghi chiusi da dove è difficile allontanarsi (es. nell'ascensore, ecc..).

Attacco di Panico: altro non è che la più pura e semplice intensa manifestazione di paura.La persona affetta da attacco di panico pensa di impazzire e di morire in quel momento, la respirazione aumenta, si manifestano tachicardia, sudorazione, dilatazione pupillare, incremento di adrenalina, maggiore attivazione dell'attenzione, tremori.

 

Disturbi Alimentari

I Disturbi Alimentari fanno anch'essi parte dei Disturbi d'Ansia.

I Disturbi Alimentari più frequenti sono:

Obesità reattiva: consequenziale a situazioni di stress, sotto il profilo emotivo, ciò comporta una reazione compensatoria iperfagica provocata da un consumo alimentare eccessivo.

Obesità di sviluppo: propria dell'età evolutiva, si associa a iperfagia e bulimia.

Sovrappeso: ogni momento è valido per mangiare, il cibo viene usato per attutire gli urti della vita.

Bulimia: oscillazione del peso corporeo, preoccupazione per il peso, atteggiamento rigido e perfezionista nei confronti della dieta, difficoltà nel calo di peso ponderale.

La persona mangia in modo compulsivo e spesso associata a condotte di vomito o uso di purganti.

Anoressia mentale: l'esordio è di solito durante l'adolescenza, l'elemento fondamentale è l'insoddisfazione dell'aspetto fisico, distorsione dell'immagine corporea, rifiuto dell'idea di pesare troppo e la sensazione di essere in sovrappeso pur non essendolo, o essendo addirittura sottopeso. si manifestano numerose pratiche di digiuno.

Pica: la persona mangia di tutto durante la manifestazione della compulsione (es. carta,spugne, oggetti in plastica, ecc..)

Disturbi dell'Età Evolutiva

Molti dei disturbi d'ansia hanno origine nel bambino e nell'adolescente.

Abbiamo ad esempio:

Sindrome d'ansia da separazione dell'infanzia, Sindrome fobica dell' infanzia, Ansia Sociale, Disturbo da rivalità tra fratelli, Ansia generalizzata.

I sintomi più frequenti nei soggetti in Età Evolutiva includono: Sudorazione eccessiva,Tensione addominale, Rossore in viso, Pollachiuria (aumento del numero di minzioni, tremore agli arti, disturbi gastrointestinali e tachicardia).

Disturbi della condotta e Disturbo oppositivo e provocatorio (es. manifesta eccessi d'ira, litiga spesso, crudeltà fisica nei confronti di altre persone o animali, provoca incendi, scappa di casa, ecc..)

Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (es. non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente, ha difficoltà a mantenere l'attenzione durante i compiti è facilmente distratto da stimoli estranei, è iperattivo, muove con irrequietezza mani o piedi, è impulsivo, risponde ancor prima che la domanda fattagli sia terminata).

Disturbi somatoformi (es. somatizzazione, sintomi gastrointestinali, mal di stomaco, emicrania, ipocondria cioè la paura di avere una malattia grave)

Disturbi da disforfismo corporeo (es. eccessiva preoccupazione per un supposto difetto nell'aspetto fisico)

Disturbi dell'Apprendimento (es. disturbo della lettura o dislessia, disturbo del calcolo, disturbo dell'espressione scritta)

Depressione adolescenziale

Depressione

La Depressione fà parte dei Disturbi dell'Umore.

La sintomatologia depressiva è segnata da un' intensa tristezza che tende a spegnere le dimensioni più vitali dell'esistenza della persona:

L'interesse per il mondo, l'affetto per le persone significative, la capacità di attenzione e di essere attivo, la progettualità.

Si accompagna a profondi sentimenti di autosvalutazione, colpa e vergogna.

“Schiavi di Internet”: cosa è la Dipendenza da Internet e come si interviene

Accanto alle classiche dipendenze da droghe, negli ultimi anni sono proliferate le dipendenze da attività legali. Intendiamo con il termine New Addictions - Nuove Dipendenze tutte quelle nuove forme di dipendenza in cui non è implicato l’intervento di alcuna sostanza chimica. L’oggetto della dipendenza è in questo caso un comportamento o un’attività lecita e socialmente accettata.

Volendo fare un esempio di quelle che sono le Nuove Dipendenze possiamo citare il gioco d’azzardo patologico, lo shopping compulsivo, la dipendenza affettiva, la dipendenza da lavoro e la dipendenza da Internet.

In particolare sono in aumento le problematiche di dipendenza da Internet.

La dipendenza da Internet o Internet dipendenza, meglio conosciuta nella letteratura psichiatrica con il nome originale inglese di Internet Addiction Disorder (IAD), è, secondo la psicologa Kimberly Young, considerata la pioniera in campo scientifico nello studio della Dipendenza da Internet, un disturbo nel controllo degli impulsi che non implica l’assunzione di una sostanza.

L' Internet Addiction Disorder comporta cambiamenti drastici nello stile di vita della persona, vediamo quali:

● Diminuzione complessiva dell’attività fisica

● Disinteresse per la propria salute a causa dell’attività svolta in internet

● Evitamento di attività importanti di vita reale per avere più tempo in rete

● Privazione di sonno o cambiamento delle abitudini di sonno per passare più tempo in rete

● Diminuzione della socializzazione

● Trascurare la famiglia e gli amici

● Rifiutare di trascorrere tanto tempo lontano dalla rete

● Forte desiderio di trascorrere più tempo al computer

● Trascurare il lavoro e i doveri personali

In particolare l'abuso della rete comporta disagio nelle seguenti aree:

- Ambito relazionale e familiare: Diminuisce il tempo disponibile da dedicare alle persone significative e alla famiglia

- Ambito lavorativo e scolastico: L’eccessivo coinvolgimento nelle attività di rete distoglie l’attenzione dal lavoro e dalla scuola

- Ambito finanziario: Nei casi in cui il soggetto partecipa ad aste, commercio on line e gioco d’azzardo virtuale. Comunque i problemi economici possono anche scaturire dai costi dei collegamenti, che in alcuni casi raggiungono la durata delle 50 ore settimanali.

- Ambito della salute: La dipendenza da Internet provoca numerosi problemi fisici che possono insorgere stando a lungo seduti davanti al computer (disturbi del sonno, irregolarità dei pasti, scarsa cura del corpo, mal di schiena, stanchezza degli occhi, mal di testa, sindrome del tunnel carpale)

Secondo la psicologa Kimberly Young esistono 5 principali tipologie di dipendenza virtuale:

- Dipendenza cybersessuale (o da sesso virtuale): Gli individui che ne soffrono sono di solito dediti allo scaricamento, all'utilizzo e al commercio di materiale pornografico online, o sono coinvolti in chat-room per soli adulti

- Dipendenza cyber-relazionale (o dalle relazioni virtuali): Gli individui che ne sono affetti diventano troppo coinvolti in relazioni online o possono intraprendere un adulterio virtuale. Gli amici online diventano rapidamente più importanti per l'individuo, spesso a scapito dei rapporti nella realtà con la famiglia e gli amici reali. In molti casi questo conduce all'instabilità coniugale o della famiglia

- Net Gaming: La dipendenza dai giochi in rete comprende una vasta categoria di comportamenti, compreso il gioco d'azzardo patologico, i videogame, lo shopping compulsivo e il commercio online compulsivo. In particolare, gli individui utilizzeranno i casinò virtuali, i giochi interattivi, i siti delle case d'asta o le scommesse su Internet, soltanto per perdere importi eccessivi di denaro, arrivando perfino ad interrompere altri doveri relativi all'impiego o rapporti significativi

- Information Overload (Sovraccarico cognitivo): La ricchezza dei dati disponibili sul World Wide Web ha creato un nuovo tipo di comportamento compulsivo per quanto riguarda la navigazione e l'utilizzo dei database sul Web. Gli individui trascorreranno sempre maggiori quantità di tempo nella ricerca e nell'organizzazione di dati dal Web. A questo comportamento sono tipicamente associate le tendenze compulsive-ossessive ed una riduzione del rendimento lavorativo

- Computer Addiction: I giochi che si possono installare nel computer sono numerosissimi, ma oltre ad essi sono nati oggi, grazie ad Internet, i giochi interattivi, nei quali i partecipanti giocano contemporaneamente ed interagiscono tra di loro. Questi giochi di ruolo virtuali, sono molto coinvolgenti proprio perché consentono al soggetto di nascondere la propria vera identità e costruirsene un’altra, con la quale si presenterà agli altri giocatori

Nel trattamento della Dipendenza da Internet sono indicate sia la psicoterapia individuale - in particolare la psicoterapia cognitivo comportamentale - che i trattamenti di gruppo.

E’ molto importante che la persona che soffre di dipendenza da Internet venga seguita da uno psicologo- psicoterapeuta che le permetterà di comprendere l’origine del disturbo ed apprendere utili tecniche di “disintossicazione” dalla rete al fine di tornare alla vita reale.

In particolare al soggetto dipendente si insegna a:

- Valutare il tempo trascorso on-line: annotare il numero effettivo delle ore di collegamento e delle attività preferite svolte on-line. Per maggiore precisione si può registrare come si compone una settimana tipo, per poi confrontare le quantità di tempo dedicate a ciascuna applicazione e classificare i propri utilizzi preferiti.

- Utilizzare tecniche di gestione del tempo: gestire il tempo di collegamento in modo differente da come si è fatto finora, coltivando un’attività alternativa o mettendo in pratica un hobby. L’impegno in una attività piacevole impedirà di sentire la mancanza di Internet ed il desiderio di collegarsi.

- Riconoscere quello che si sta perdendo: Fare una classifica, assegnando un punteggio da 1 a 3 (1: molto importante; 2: importante; 3: non molto importante), di tutte le attività che sono state trascurate a causa del tempo trascorso su Internet. Per ognuna valutare anche il grado di importanza rispetto ad Internet. Questo esercizio aiuta il soggetto a prendere consapevolezza delle scelte e delle rinunce conseguenti alla propria dipendenza.

- Stabilire dei tempi fermi: utilizzare come punti di riferimento per interrompere il collegamento le cose da fare concretamente. Ad esempio se si decide di coricarsi alle 22.30, interrompere il collegamento 10 minuti prima dell’orario prefissato. Il pericolo, in tal caso, consiste nell’ignorare i “campanelli naturali”, a tale scopo si può utilizzare una sveglia, da tenere a distanza dal computer, la quale obblighi ad alzarsi per spegnerla, quando suona

- Praticare il contrario: riflettere sulle proprie abitudini d’uso di Internet e cercare di fare l’opposto. Per esempio, se ci si collega la sera, provare a farlo il giorno; se si utilizza il computer nello studio, spostarlo nella camera. Tutto questo contribuisce a distruggere le abitudini e mobilità il soggetto verso il cambiamento

- Trovare un sostegno nel mondo reale: per un Internet dipendente, il primo passo per riacquistare il controllo sulla propria vita è ammettere di avere una dipendenza psicologica. A questo proposito, può essere utile entrare a far parte di un gruppo di auto-aiuto o intraprendere una terapia di gruppo, per condividere le proprie esperienze con altri e trovare una rete di sostegno psicologico

- Fare passi concreti per centrare i veri problemi: una volta identificati i problemi che hanno favorito lo sviluppo della dipendenza, è importante impegnarsi nel risolverli. Se, per esempio, il problema è la mancanza di un lavoro, si può pensare alle diverse strategie per trovarne uno e metterle poi in pratica. Questo porta ad impegnare il proprio tempo, in modo da non sentire la mancanza della Rete e genera gratificazione

Il gioco d'azzardo patologico

Il gioco d'azzardo patologico è un disturbo del comportamento che, anche se rientra tuttora nella categoria diagnostica dei disturbi ossessivi-compulsivi ha in realtà una grande attinenza con la tossicodipendenza, tanto da rientrare nell'area delle cosiddette "dipendenze senza sostanze".

Il giocatore patologico, infatti, mostra una crescente dipendenza nei confronti del gioco d’azzardo aumentando la frequenza delle giocate, il tempo passato a giocare, la somma spesa nel tentativo di recuperare le perdite, investendo più delle proprie possibilità economiche e trascurando i normali impegni della vita per dedicarsi al gioco.

 

Sintomi

Se il soggetto presenta almeno cinque di questi sintomi, viene diagnosticato un quadro di gioco d’azzardo patologico.

  1. È      eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo (per esempio, il soggetto è      continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a valutare      o pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare i modi per      procurarsi denaro con cui giocare)
  2. Ha      bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo      stato di eccitazione desiderato
  3. Ha      ripetutamente tentato di ridurre, controllare o interrompere il gioco      d’azzardo, ma senza successo
  4. È      irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco      d’azzardo
  5. Gioca      d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico (per      esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione)
  6. Dopo      aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora      (rincorrendo le proprie perdite)
  7. Mente      ai membri della propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare      l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo
  8. Ha commesso      azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione      indebita per finanziare il gioco d’azzardo
  9. Ha      messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure      opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo
  10. Fa      affidamento sugli altri per reperire il denaro per alleviare una      situazione economica disperata causata dal gioco (una “operazione di      salvataggio”).

 

Gioco d’azzardo online

Nell’era multimediale il giocatore d’azzardo cambia faccia: mentre prima era facilmente individuabile, “segregato” nei luoghi a lui deputati, ora chiunque sia in possesso di un computer, di un collegamento a internet e di una carta di credito può essere un giocatore compulsivo. Il gioco on-line è estremamente pericoloso proprio perché, dalla solitudine della propria casa, il giocatore non ha freni, né inibitori né di tipo pratico: ha infatti 24 ore su 24 la possibilità di accedere al gioco senza incorrere nello sguardo giudicante degli altri. Viene in questo modo a mancare anche la funzione socializzante del gioco, che diviene un rituale solitario e, facilmente, una compulsione. Anche qui, come nelle altre net-patologie, si crea un circolo vizioso in cui il soggetto rimane incastrato, trascurando i rapporti sociali e familiari.

In Italia lo studio e la cura del gioco d'azzardo patologico sono abbastanza recenti. Esistono inoltre alcune realtà private tra le quali Giocatori Anonimi.